pubblicato da L'Unione Sarda il 2 marzo 2008
«Salvate gli impianti delle ex saline»
Vasche, argini e paratie dal 1996 sono senza manutenzione
Mariano Mariani lancia un Sos alla Regione: dateci soldi o tra un mese falliremo.
Che strani affari quelli tra Regione e Stato. Scambia immobili e attrezzature arrugginite delle ex
Saline di Molentargius con uffici comodi e funzionale in via Caprera. Baratta, con l'intenzione di
riprendere la produzione, gli impianti del sale abbandonati da anni, con cubature che valgono centinaia
di migliaia di euro. Sul parco di Molentargius, nato e non cresciuto, all'orizzonte c'è un'ombra nera
che riporta alla mente i pasticci e le incognite del vecchio ospedale Marino, della Manifattura
tabacchi e di altri beni ceduti da Roma all'amministrazione di viale Trento.
LO SGAMBETTO La vicenda delle ex Saline dimostra che non è sufficiente un semplice atto formale, un
pezzo di carta con le firme, per trasformare i progetti in realtà: servono i soldi. Quelli che
Mariano Mariani, direttore del Parco, dice di non avere. Quelli che il Consiglio regionale ha bocciato,
sentenziando in pratica la condanna a morte di quello che sarebbe dovuto essere un centro termale e
una miniera di sale. Il presidente Renato Soru ha parlato di un incidente di percorso. Sarà, ma se
entro un mese non arriveranno almeno cinque milioni di euro il Parco di Molentargius diventerà
l'ennesima incompiuta di una città che ha la pretesa di essere la capitale del Mediterraneo. Trenta
giorni sono sufficienti per poter recuperare il tempo perduto e lanciare un'ancora di salvezza
all'Ente. Ma c'è bisogno di interventi immediati.
LA DENUNCIA Venerdì Mariani ha denunciato «i comportamenti irresponsabili dei Monopoli di stato per
la dismissione del prezioso patrimonio storico e delle testimonianze di archeologia industriale
riguardanti l'attività di produzione del sale». I vertici delle ex Saline avrebbero venduto al
miglior offerente macchinari, impianti, attrezzature varie e altro materiale ritenuto di "non
rilevanza storica", ma che secondo il direttore sono elementi di archeologia industriale che
fotografano un passato recente e testimoniano il processo produttivo del sale. Nei giorni scorsi
la scoperta casuale che ha mandato su tutte le furie Mariani: un nastro trasportatore e un mezzo
cingolato rottamati come ferri vecchi qualsiasi. Altro che processo di musealizzazione, la memoria
storica finisce in una discarica.
MANUTENZIONE ZERO A Molentargius manutenzione zero. Sembra una campagna pubblicitaria, ma è solo la
conseguenza di anni di abbandono e incuria delle vasche. Mariani, manco a dirlo, punta l'indice
contro i Monopoli che in questa fase di transizione hanno ancora il possesso di immobili e strutture.
«Dal 1986 nessuno ha mai speso una lira per la cura di argini, paratie, canali e impianti di
sollevamento. I gestori delle ex Saline - continua il direttore - da molto tempo non fanno
investimenti e i sistemi per la separazione idraulica stanno finendo in malora». Non è tutto.
«Sino a pochi anni fa otto salinieri si occupavano della conservazione degli impianti, ora si
sono ridotti a quattro, ma sono spariti e tutto è ridotto a un rottame inutilizzabile». Ma le
intenzioni dell'ente parco erano ben diverse. «Abbiamo pronto un progetto preliminare che, se
applicato, ci consentirebbe di provvedere alla tutela ambientale e contemporaneamente sarebbe la
base di partenza per la ripresa della produzione di sale. Per raggiungere l'obiettivo delle 40 mila
tonnellate all'anno, però, servono 5,5 milioni di euro. Un finanziamento che per il momento non
esiste».
di Andrea Aritzu