pubblicato da La Nuova Sardegna il 2 marzo 2007
Parco, sequestrate cinque case abusive
Il presidente del consorzio: «Presto i canali saranno navigabili»
Il Corpo forestale non può ancora contare su una base operativa nel Parco di Molentargius - arriverà tra due mesi - ma di sicuro l’attività di vigilanza non viene meno. Prova ne sia il blitz condotto ieri, che ha portato al sequestro di cinque immobili abusivi e alla denuncia dei proprietari. Secondo i rilievi effettuati dagli agenti, che hanno sorvolato l’area umida a bordo di un elicottero, un’abitazione abusiva non disponeva nemmeno degli allacci fognari: l’impianto era predisposto per scaricare i reflui direttamente nelle falde acquifere, senza neppure una depurazione preliminare. Una vicenda che ripropone l’urgente necessità di predisporre una base operativa di vigilanza all’interno dell’area protetta, ma i problemi non mancano: il Consorzio di gestione non ha ancora definito l’acquisizione degli immobili di proprietà dei Monopoli di stato. Per il momento i vertici del Parco hanno optato per una soluzione di ripiego: riattare alcuni locali dell’Edificio Sali scelti, che entro due mesi ospiteranno la centrale operativa delle tute verdi. Nel frattempo, si punta su progetti a largo respiro. «Partiamo da un punto fermo: imbalsamare il Parco significa farlo morire - ha detto il presidente Gigi Ruggeri - per questo guardiamo con fiducia alle diverse partnership che potremmo inaugurare nei prossimi mesi: parlo di intese con l’Università, i centri di ricerca, gli enti locali e gli imprenditori privati. Tutti soggetti che hanno manifestato il proprio interesse nell’investire sul Parco, con diversi obiettivi che spaziano dalle cure termali alle ricerche in campo naturalistico e ambientale». Per la realizzazione di tutti questi progetti occorrerà ripensare l’uso degli immobili presenti all’interno dell’area protetta, ed è per questo che un punto cruciale riguarda l’acquisizione delle strutture che fanno ancora capo ai Monopoli di Stato. «Una delle operazioni più spettacolari - ha preannunciato il presidente del Consorzio - sarà quella che riguarda la navigabilità dei canali: porteremo i visitatori in giro per il Parco attraverso un percorso che partirà dal Padiglione Nervi per arrivare nelle vicinanze dell’Ospedale Marino. Anche per questo sarà importantissimo ragionare sulla possibile collaborazione tra il Parco e i nuovi soggetti che acquisiranno l’ex nosocomio». Non basta, perché i vertici del Molentargius-Saline vogliono puntare anche sulla ripresa della produzione di sale. «La qualità è ottima - ha concluso il presidente Ruggeri - e riprendere l’attività contribuisce al ripristino e al mantenimento degli equilibri di un sistema molto delicato, poiché assicura il ricambio delle acque, e può essere affiancata da altre attività complementari».
di Pablo Sole