pubblicato da L'unione Sarda il 1 dicembre 2007
Poetto, il no a cose fatte
Parla la ex Sovrintendente
La Sovrintendenza alle Belle arti aveva il potere di sospendere i lavori ma non lo fece perché i tecnici della Provincia assicurarono che le operazioni di sversamento della sabbia erano conformi al progetto.
E ora si scopre che la Sovrintendenza alla Belle arti aveva ordinato la sospensione dei lavori.
Nessuno lo ha mai saputo anche perché era arrivato a cose fatte quando il riversamento della
sabbia pescata dalla draga sul Poetto era stato ultimato da tre mesi. Ma per l’ex
sovrintendente Francesca Segni Pulvirenti, convocata d’ufficio in aula, non c’è nulla di
strano: «L’11 giugno 2002 la Sovrintendenza ha sospeso i lavori perché la sistemazione
della sabbia accumulata a bordo strada poteva compromettere l’ossigenazione di quella appena
riversata e dunque il recupero della colorazione il più possibile vicino all’originaria.
Abbiamo spedito una lettera alla Provincia che non ha mai risposto». A quel punto una domanda
sorge spontanea, e il presidente Francesco Sette la fa, più volte: «Perché non prima»? La
Segni Pulvirenti fatica ma alla fine ricorda il colloquio con l’ingegner Gabriele Tola, nel
marzo 2002: «Sì, riteneva di dover sospendere i lavori ma i tecnici della Provincia avevano
assicurato che tutto fosse conforme al progetto. Poi, invece, abbiamo visto che il colore
della sabbia era diverso, del resto noi potevamo valutare solo il colore». Ma il presidente
incalza la testimone: «In verità l’ingegner Tola qui in aula non ha parlato di colore ma di
granulometria». La Pulvirenti rimarca: «Se la granulometria è diversa anche il colore è diverso». Ma il giudice Sette non demorde: «Per quale ragione, visto che era nei vostri poteri, non avete sospeso i lavori durante lo sversamento della sabbia»? L’ex sovrintendente ribadisce: «Avevamo le rassicurazioni della Provincia. Poi, a lavori finiti, abbiamo chiesto di sospendere». Dopo l’architetto Segni Pulvirenti la difesa chiama il consulente Alberto Noli: il docente della Sapienza di Roma sottolinea che «non si può parlare di vagliatura di materiale prelevato dal mare». Il presidente gli chiede se si possa prevedere una griglia e la risposta dell’esperto è negativa. «Eppure in questo caso era prevista». Noli è sicuro: «Normalmente non è prevista, è un’operazione che si fa preventivamente quando si individua l’area di prelievo». Sette non si accontenta, vuol capire se si possa intervenire nel caso in cui, durante i lavori, si scopra che il materiale è diverso. Il consulente non ha dubbi: «Si potrebbe, ma qui non è successo». Come dire: la draga ha prelevato e riversato la sabbia prevista dal progetto. Appuntamento al 6 dicembre.
di MARIA FRANCESCA CHIAPPE