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pubblicato da La Nuova Sardegna 1 settembre 2002

Centomila euro agli esperti spesi dalla Provincia per `monitorare' il ripascimento


CAGLIARI. E' costata quasi centomila euro la commissione scientifica che ha collaborato con l'amministrazione provinciale prima (nel cosiddetto `momento zero'), durante e dopo il contestatissimo ripascimento del Poetto. L'assessorato ai lavori pubblici e l'impresa Ati Mantovani incaricata di eseguire i lavori hanno seguito passo passo le indicazioni dei quattro docenti, per i quali la sabbia prelevata dal mare risultava compatibile con quella rimasta sull'arenile prima della `cura'. Sono sempre stati loro, i quattro esperti incaricati dalla Provincia, a ribadire anche attraverso il costoso opuscoletto informativo diffuso dall'amministrazione, che la sabbia grigia sarebbe diventata col tempo bianchissima e che il Poetto avrebbe presto riassunto il suo aspetto antico. Cosa che non è avvenuta. In cambio della prestazione, gli esperti _ il coordinatore Andrea Atzeni, i geologi Giovanni Serra e Paolo Orrù, l'idrobiologo Bruno Floris _ hanno ricevuto 26 mila euro a testa, la stessa cifra assegnata dall'assessore Renzo Zirone al coordinatore per l'informazione ("corretta informazione" come avverte la determinazione di spesa) Giangiacomo Nieddu. Una scelta spiegabile, considerato che i docenti hanno lavorato _ stando alle motivazioni delle spese _ in stretta collaborazione con il giornalista pubblicista. Una collaborazione rivolta a informare i cagliaritani su quanto sarebbe avvenuto e avviene nella grande spiaggia della città, senza incorrere nelle imprecisioni dei cronisti comuni. Nei fatti, nessuna fra le previsioni e le valutazioni scientifiche contenute e riportate "correttamente" nel libretto (costato 61 mila euro, appaltato e diffuso in otto giorni) sembra essersi avverata: ricostruita con un sabbione nero mischiato a grosse pietre, conchiglie e anche a qualche residuato bellico, la spiaggia è diventata quello che oggi appare: una distesa simile ai litorali del Lazio o dell'Adriatico settentrionale. L'effetto è stato il parziale abbandono da parte dei cagliaritani, passati ad altri lidi. E una scia di polemiche che sembra non finire mai, sostenuta com'è dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini che non vogliono rassegnarsi a un disastro di tale portata. Peraltro, scorrendo la delibera approvata il primo marzo del 2000 dalla giunta Scano _ che ha il merito politico di aver trovato i 30 miliardi di lire necessari a risanare il Poetto e di aver presentato il progetto e firmato l'appalto, poi in gran parte disatteso dall'attuale amministrazione _ si scopre che la commissione scientifica per il monitoraggio avrebbe dovuto essere formata da un ingegnere idraulico costiero, da un esperto di idrodinamica e strutture a mare, da un geologo sedimentologo, da un botanico e da un urbanista territorialista. Non tutte le figure sembrano essere rappresentate nella commissione che ha poi lavorato sul Poetto. L'incarico di scegliere gli esperti giusti _ come è scritto nella stessa delibera _ era stato formalmente affidato al Rettore, Pasquale Mistretta. Tornando alle spese, emergono ora dalle determinazioni dirigenziali anche altre uscite consistenti, legate alla necessità di mandare avanti i lavori di ripascimento e di costruzione della nuova litoranea _ anche quella fa parte del progetto _ sotto stretta vigilanza pubblica e seguendo a puntino le norme. Le spese per la commissione di collauado: in tutto la Provincia avrebbe dovuto spendere circa 220 mila euro, ma poi la somma è stata integrata con altri 60 mila euro "in quanto _ è scritto nella determinazione _ oltre al regolare svolgimento delle operazioni di collaudo in corso d'opera e finale di collaudo statico, la commissione deve trattare ed esaminare le riserve poste dall'impresa durante il corso dei lavori". In sostanza, la Provincia ha dovuto pagare di più perchè l'impresa non era convinta di alcuni passaggi dell'operazione: 280 mila euro il conto finale, che fa più di mezzo miliardo delle vecchie lire. Queste comunque, nel dettaglio, le spese per gli onorari ai professionisti: 93 mila euro agli ingegneri Paolo Ritossa e Mario Concas, 52 mila al geometra Maria Cannas, 20 mila al biologo Stefano Boi e 17500 alla geologa Claudia Pasquini. Ma c'è dell'altro, perchè un intervento complesso come quello sul Poetto non può certamente essere eseguito a caso: 43.380 euro sono andati alla ditta `Modimar srl' di Roma per "l'esecuzione dell'analisi dei dati ondimetrici, delle verifiche di modello matematico ad una linea e dello studio statistico della deflazione eolica". Ancora: 42 mila euro alla cooperativa cagliaritana Compucart per "la realizzazione di rilievi topografici della linea di battigia e rilievi batimetrici della linea di riva sino al limite della Posidonia oceanica da eseguirsi in due tempi". Avanti con altri 12 mila euro alla ditta Cad3D.it per la fornitura del software necessario al trattamento dei dati sul monitoraggio del litorale, 4514 euro alla ditta F.s.g di Cagliari per la fornitura dei computer destinati a gestire il sistema informativo territoriale relativo al monitoraggio. Insomma: un vero spiegamento di forze e di risorse finanziarie, con studi ed elaborazioni di dati ad altissimo livello. I risultati poi non sembrano corrispondere a tanto impegno e a tali professionalità. Ma bisogna accontentarsi.
di M. L.