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pubblicato da La Nuova Sardegna 1 giugno 2005

Ripascimento del litorale del Poetto: tredici indagati per danneggiamento


Palleggio di responsabilità e contenzioso finanziario

CAGLIARI. Sono tredici gli indagati per il disastro del Poetto e fra questi compare per la prima volta il nome di Sandro Balletto (60 anni), ex presidente della Provincia di Cagliari: i pubblici ministeri Daniele Caria e Guido Pani lo accusano di concorso in danneggiamento aggravato e abuso d’ufficio. Balletto rischia il rinvio a giudizio perchè l’8 marzo del 2002 non ha fermato i lavori di ripascimento, lasciando che la draga Antigoon noleggiata dall’impresa esecutrice Ati Mantovani-Sidra-Gavassino continuasse a scaricare sull’arenile tonnellate di fanghiglia scura e pietrame succhiati dal fondale marino al posto della sabbia bianca. Le conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti: il litorale del Poetto sembra una spiaggia dell’Adriatico, il lido candido che generazioni di cagliaritani hanno conosciuto e amato non esiste più. Ora, a tre anni dal disastro, c’è un primo passo verso l’accertamento delle responsabilità. Per i due magistrati Balletto aveva il dovere e il potere di intervenire, lo scempio della spiaggia poteva essere evitato. Invece il presidente della Provincia è rimasto a guardare, dichiarandosi sicuro che il tempo («nel giro di sei mesi, un anno...») avrebbe ‘sbiancato’ la sabbia. Poi si è giustificato affermando che uno stop al ripascimento sarebbe costato all’amministrazione provinciale il pagamento di pesanti penali. L’inchiesta giudiziaria è ufficialmente chiusa e i tredici indagati hanno ora trenta giorni di tempo per esaminare gli atti, chiedere di essere sentiti e produrre memorie o documenti difensivi. Subito dopo la Procura chiederà al gip il provvedimento che dispone il giudizio. Con Balletto, rischia di finire davanti al tribunale l’ex assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone, l’intero staff dirigenziale della Provincia chiamato a governare l’intervento sulla spiaggia, la commissione scientifica di monitoraggio sui lavori e i vertici dell’associazione temporanea d’imprese Mantovani-Sidra- Gavassino che li ha realizzati. Tutti — con sfumature tecniche diverse — colpevoli per i due pubblici ministeri di aver stravolto nei fatti quanto stabiliva il capitolato d’appalto. Un capitolato preciso, articolatissimo, che l’amministrazione di centro-sinistra aveva elaborato proprio per prevenire danni all’ambiente naturale. Renzo Zirone (64 anni), il geologo e funzionario della Provincia Salvatore Pistis (46), il dirigente della viabilità Andrea Gardu (60), il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas (53), il presidente del consiglio d’amministrazione della Mantovani Piergiorgio Baita (57) e il dipendente della Sidra che si occupava del ripascimento Daniele Defendi (50) sono accusati di concorso in danneggiamento aggravato: Zirone e i dirigenti perchè hanno disposto che il materiale venisse prelevato in un’area diversa da quella indicata nel capitolato d’appalto, nonostante la stessa impresa avesse segnalato la mancanza di garanzie sulla conformità. I dirigenti dell’impresa per non aver selezionato il materiale, riversando sul litorale quintali di pietrame. Nell’avviso di chiusa indagine notificato agli indagati compare anche l’accusa di violazione delle norme ambientali, legata come le altre a una sequenza impressionante di omissioni nel controllo e nel rispetto del capitolato d’appalto, che i pubblici ministeri hanno riscontrato nei documenti. Sott’accusa per concorso in falsità ideologica aggravata anche i membri della commissione scientifica incaricata — e per questo pagata — di seguire l’intervento sulla spiaggia: sono Andrea Atzeni (63 anni), Paolo Orrù (50), Giovanni Serra (52), Luigi Aschieri (67), i dirigenti Salvatore Pistis e Andrea Gardu con il geologo Antonello Gellon (49), che doveva vigilare sul lavoro a bordo della draga. Infine l’amministratore della società Sarcobit Marcello Vacca (38 anni) insieme a Zirone, Gardu e Mulas è accusato di aver stoccato senza autorizzazione 800 metri cubi di rifiuti tratti dalla pulizia della spiaggia nell’area del tiro a volo, alle spalle del Poetto. Gardu dovrà rispondere anche di un altro falso ideologico e di abuso d’ufficio per aver firmato un’attestazione di ‘regolare esecuzione dei lavori’ nonostante il 23 settembre 2002 i lavori non fossero finiti, favorendo il pagamento delle fatture alla Sarcobit. L’inchiesta sul ripascimento- disastro è partita due anni e mezzo fa dai servizi-denuncia dei quotidiani, dagli esposti di associazioni ambientaliste e di privati cittadini. Finita al centro della protesta generale, l’amministrazione Balletto ha prima cercato di difendere la validità dell’intervento con l’appoggio di specialisti e docenti universitari. In un opuscolo realizzato a spese pubbliche la Provincia arrivò a diffondere immagini taroccate della spiaggia, che pur essendo grigio-topo appariva bianchissima. Alla fine del 2004, defenestrato improvvisamente l’assessore Zirone, il presidente Balletto ha cambiato strategia: la colpa del disastro andava addebitata alla precedente giunta. Con questa nuova versione l’esponente di Forza Italia ha rivendicato il diritto alla ricandidatura per le elezioni del 2005, ma la coalizione di centro-destra gli ha preferito Mariano Delogu.

LE CIFRE DEL DISASTRO


Maggio 1999. Parte l’appalto per il ripascimento, i fondi (30 miliardi di lire) sono della Protezione civile. L’intervento — stabilisce la Provincia, giunta Scano, centro-sinistra — dovrà essere graduale, la sabbia arriverà dalle cave di terra.
16 maggio 2000. Mentre il Tar decide sui ricorsi contro l’assegnazione dei lavori, il comune di Cagliari (giunta Delogu) condiziona il consenso a una modifica: la sabbia deve arrivare dal mare. Il presidente Balletto si allinea: sabbia dal mare, non si discute.
Marzo 2002. La nave-draga Antigoon spara sul Poetto 370 mila metri cubi di fanghiglia e pietre aspirati dal fondale marino. E’ un disastro di proporzioni epiche: la spiaggia è nera, pian piano diventerà grigia.
Estate 2002. Le polemiche infuriano, ma Balletto e i suoi collaboratori assicurano: «Tranquilli, in pochi mesi tornerà bianca». E pubblicano un libretto con interventi di esperti e foto clamorosamente taroccate, in cui la sabbia del ripascimento appare davvero bianchissima.
2003-2005. Polemiche, denunce, citazioni a giudizio e un’inchiesta penale aperta dalla Procura: fatto fuori l’assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone il presidente Balletto annuncia che il Poetto è un disastro, ma la colpa è tutta del centro-sinistra che ha progettato male l’intervento.
di Mauro Lissia