pubblicato da Il Sardegna 1 maggio 2009
Parco, cancelli aperti ma restano i randagi
Molentargius. L'oasi era stata chiusa a causa dei cani: domani si riparte comunque
Oltre un mese di chiusura.
L'area di Molentargius blindata
dal 20 marzo. Per i cani. Che ancora
ci sono. Di meno. Ma ci sono.
Però domani si riapre. In ritardo
rispetto alle previsioni
iniziali che davano per certa la
data del 19 aprile. Ora dovrebbe
essere la volta buona. Non altrettanto
però per la colonia del
Gabbiano Corso. Che ha abbandonato
il parco. Una specie protetta,
a rischio di estinzione.
Duecento esemplari volati via.
QUARANTA CANI che hanno fatto
da padroni nell'area umida.
Randagi e non. Perché, durante
tutta la campagna di individuazione
e cattura si è scoperto che
molti esemplari un padrone e
una casa ce l'hanno. Solo che
sono lasciati liberi di scorrazzare
come vogliono. E a quanto
pare, questa libertà si traduce
nella crescita del branco. Ci sono
poi i cuccioli. I randagi di
"seconda generazione", anche loro catturati. In occasione della
riapertura, domani pomeriggio,
saranno al centro della prima
campagna di adozioni: i visitatori
potranno portarsi via
un cucciolo. Purché poi non lo
abbandonino.
Quattordici cani, ancora, sono
liberi di girare per Molentargius.
Dall'Ente parco sono
state spiegate le difficoltà nella
cattura degli animali. Le stesse
che hanno fatto slittare di due
settimane la riapertura. «Il problema
non si può risolvere in
venti giorni - ha spiegato il direttore
generale Mariano Mariani
- Adesso inizia una nuova
fase di controllo del fenomeno». Intanto, sono stati catturati
26 esemplari. Quelli che ancora
circolano liberi non sarebbero
però pericolosi. Almeno
non per le persone: «Le aree del
parco riapriranno in completa
sicurezza», ha assicurato il direttore
generale. Però la campagna
di cattura continua, anche
perché la presenza dei cani disturba
non poco le specie protette
che vivono e nidificano
nell'area umida. «La cattura è
molto complicata - ha spiegato
la responsabile del servizio Fauna
Alessia Atzeni - sia perché i
cani si allontanano quando cerchiamo
di prenderli, sia per la
conformazione stessa del territorio». Poi, le aree dove ci sono
le colonie di uccelli, sono particolarmente
sensibili. E si deve
evitare che, per prendere un cane,
si creino maggiori danni