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pubblicato da L'Unione Sarda 1 aprile 2005

Un'Authority per il Poetto


L'assessore all'ambiente Tonino Dessì replica al sindaco e boccia la sua proposta.
«No alla gestione ai Comuni, sarebbe dannosa»

«Una gestione autonoma del Poetto da parte dei Comuni mi sembra deleteria. Il litorale, piuttosto, potrebbe essere gestito da un'Autorità unica che elabori un piano di gestione coordinata assieme ai comuni». Tonino Dessì, assessore regionale all'ambiente, chiarisce che per ora il suo è un semplice ragionamento in fase embrionale. E che non ne ha parlato né con il collega degli enti locali Gian Valerio Sanna, che ha le competenze più vaste, né in giunta. «Ma a mio avviso è questa la strada che dovremmo seguire se vogliamo gestire seriamente il Poetto». Il sindaco di Cagliari vi ha accusato di lasciare al Comune competenze residuali, pulizie e poco più. «Sul fatto che ci siano competenze frammentate siamo perfettamente d'accordo». E che sia deleterio? «Anche. É evidente che il Poetto così è ingestibile, ma darlo ai Comuni non ha senso». Perché? «L'altro giorno ho fatto un giro e sono arrivato nel tratto quartese». E che cosa ha visto? «Sono stati fatti danni addirittura peggiori del ripascimento». Peggiori? Impossibile. «Invece è possibile: hanno distrutto la pineta, eretto muretti e altre cose discutibili». Morale? «É evidente che non ha senso lasciare che i Comuni facciano di testa loro, ognuno a modo suo. Il Poetto è un unico litorale e fa parte di un unico sistema». Quindi quale sarebbe il sistema migliore per gestirlo. «Non un consorzio. In passato Cagliari e Quartu tentarono di fare qualcosa assieme, ma l'esperienza fallì. Il sistema migliore, secondo me, sarebbe un'autorità unica, prevista, tra l'altro, nel testo unico degli enti locali». Il socialista Piero Comandini propone di riportare il Poetto all'interno del Parco, così potrebbe essere gestito dal consorzio. «Quando Legambiente e io, che mi occupavo delle leggi ambientali nei Ds, elaborammo la proposta di legge che istituiva il Parco, prevedemmo una gestione speciale del Poetto, un consorzio che avrebbe operato in accordo con i comuni. Questa soluzione aveva una ragione». Quale? «Sul piano ambientale il Poetto fa parte di un complesso ecosistema che fa riferimento a Molentargius». Poi perché non lo faceste? «In consiglio regionale stralciarono il Poetto dalla legge perché si resero conto che, per quanto fosse un'idea suggestiva, si tratta di una spiaggia urbana, inserita in un contesto particolare, con case, strade, infrastrutture. Le soluzioni vanno studiate sulla base di queste specificità». E la Camargue? «Appunto, nella Camargue o a Ravenna i litorali sono nei rispettivi parchi perché sono lontani dalle città». Come funzionerebbe questa Autorità del Poetto? «Si potrebbe seguire il modello emiliano. Nel bolognese non hanno fatto la Città metropolitana, ma i Comuni dell'area vasta hanno istituito una sorta di Autorità cui hanno delegato la gestione dei trasporti, nettezza urbana e altro. Funziona molto bene». Quindi Cagliari, Quartu, la Provincia e la Regione potrebbero accordarsi per gestire il Poetto? «Esatto, mi rendo conto che è una soluzione complicata, ma in questo momento non ne vedo altre». Si litigherebbe sulle quote, su chi deve fare che cosa. «Mi rendo conto, ma io devo ragionare come istituzione e ho il dovere di produrre proposte. Su Molentargius, ad esempio...» Ad esempio? «Beh, non mi posso certo far condizionare dal colore politico che avrà il presidente. L'obiettivo è far funzionare il Parco». Per concretizzare, che cosa dovrebbe fare l'Autorità? «Elaborare un piano di coordinamento e di gestione, decidere che cosa si deve fare e come, stabilire un regolamento». Che regolamento? «Che fissi le regole di buon comportamento. Mi piacerebbe che ci fosse anche ora». Di Autorità ne parlerà in giunta? «Sì, al più presto». E il sindaco di Cagliari? «Non voglio polemizzare ma costruire». A proposito, come va la commissione d'indagine sul Poetto? «Abbiamo difficoltà a raccogliere dati, la Provincia fa qualche resistenza».

di Fabio Manca