Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da L'Unione Sarda il 1 marzo 2008

In rottamazione la storia delle Saline


I Monopoli vendono i macchinari usati per la produzione del sale e il direttore del parco di Molentargius va al contrattacco. «Comportamento irresponsabile sulla dismissione del patrimonio storico»
«Stanno distruggendo il patrimonio del Parco di Molentargius. Macchinari, impianti e mezzi del prezioso patrimonio storico e delle testimonianze di archeologia industriale riguardanti l'attività di produzione del sale, venduti ai rottamatori». Mariano Mariani, direttore dell'Ente è furioso, venerdì ha scoperto quello che non avrebbe neanche osato pensare: un nastro trasportatore prelevato, tagliato e buttato in una discarica come un ferro vecchio. Materiale, denuncia, di proprietà regionale e destinato alla rinascita di Molentargius, grazie anche alla produzione di sale. Alla faccia di accordi e di interventi della Soprintendenza.
ACCORDI TRADITI Il 13 febbraio è una data storica per il Parco di Molentargius. Il presidente Soru e i vertici dei Monopoli di Stato firmano il passaggio alla Regione di un'area di 42 ettari, con circa 8 mila metri quadri di strutture coperte (magazzini, officine, autorimesse alloggi). Nell'accordo c'è anche la rinascita delle Ex Saline di Stato che prevede la ripresa della produzione del sale e la trasformazione di una parte degli edifici in strutture termali. Ciliegina sulla torta, poi, la realizzazione di un museo per rievocare la produzione del sale. Un progetto destinato a rimanere sulla carta: «I Monopoli di Stato, unilateralmente, senza comunicarci niente, stanno vendendo i vecchi impianti industriali che sino ad avant'ieri erano sistemati nella Cittadella del sale (il cosiddetto recinto fiscale). Per fare pulizia o cassa non lo sappiamo. Di certo c'è che quelle attrezzature sono fondamentali per il raggiungimento del nostro obiettivo: la ripresa della produzione». Quello che indispettisce il direttore del Parco naturale di Molentargius è la tempistica. L'accordo tra Monopoli e Regione non è stato ancora perfezionato e il periodo è di transizione. Mariani si sarebbe augurato prudenza, da parte dei responsabili delle Ex saline. «A che titolo si stanno disfacendo di quelle attrezzature?».
IL COLPO DI MANO Mesi prima del passaggio di consegne tra Stato e Regione, Mariano Mariani si è messo al lavoro per evitare quello che puntualmente si sta verificando. Ha chiesto e ottenuto un incontro con Soprintendenza e Monopoli di Stato per salvaguardare i macchinari. Seguendo le indicazioni ministeriali, i tecnici del Parco fotografano e descrivono con precisione le attrezzature che ritengono un patrimonio storico e culturale e consegnano l'elenco ai dirigenti delle Ex Saline. «L'intesa prevedeva che i beni descritti nella mappatura venissero spostati e conservati. L'accordo era chiaro: avviare l'iter di musealizzazione. E poi, continua il direttore del parco, la nostra intenzione è quella di riprendere la produzione, esattamente come si faceva nel periodo migliore, con gli stessi macchinari e con procedure identiche».
L'ULTIMO APPELLO Il sospetto che la storia delle saline finisca in una discarica si sta per trasformare in incubo. Il giorno dell'accordo, dalla scrivania al secondo piano della direzione del Parco di via La Palma, parte una lettera (protocollata col numero 288/U) che sa tanto di ultima spiaggia che invita i Monopoli a bloccare la vendita dei macchinari storici e a «considerare il parco quale interlocutore preferenziale per l'eventuale acquisizione dei beni, anche a titolo oneroso». Una sorta di diritto di prelazione che non viene preso in considerazione dai Monopoli.
IL PARCO VA ALL'ATTACCO Giovedì la scoperta casuale che ha gelato il sangue ai vertici del Parco di Molentargius. E, per la seconda volta in pochi giorni, Mariani ha preso carta e penna per rimarcare ancora una volta il suo disappunto. «Un fornitore, su indicazione irresponsabile degli addetti delle ex-Saline di Stato (che dispongono di documentazione fotografica di ciò che deve essere attentamente custodito) ha proceduto a smaltire in discarica importanti impianti (nastro trasportatore e un mezzo cingolato), testimonianza del processo produttivo e in quanto tali di alto valore quali beni di archeologia industriale. Patrimonio pubblico di inestimabile valore». Il direttore decide di passare al contrattacco: «L'Ente parco si riserva di intervenire attivando qualsiasi strumento disponibile di tutela previsto dalla normativa».
di Andrea Aritzu