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pubblicato da La Nuova Sardegna 1 febbraio 2006

Poetto: il processo si spacca in due


CAGLIARI. Il processo ai tredici imputati per il disastroso ripascimento del Poetto si divide in due: l'ex presidente della Provincia Sandro Balletto ha chiesto il giudizio abbreviato per rispondere in tempi stretti alle accuse di concorso in abuso d'ufficio e danneggiamento aggravato che gli vengono contestate dai pubblici ministeri Guido Pani e Daniele Caria. Il suo difensore Rodolfo Meloni ha presentato l'istanza al gup Giorgio Cannas condizionandola all'audizione di due testimoni: il geologo marino Antonio Ulzega e l'ex comandante del porto Giovanni Camboni. Concesso: saranno sentiti il 17 febbraio, quando il procedimento - salvo clamorosi passi indietro - dovrebbe imboccare due strade parallele. Una davanti al gup, con imputati Balletto e il biologo Luigi Aschieri. L'altra di fronte alla prima sezione del tribunale presieduta da Francesco Sette. Per il caso-Poetto è una svolta, perchè se la posizione di Aschieri va considerata marginale nell'economia del processo, quella di Balletto è l'architrave della lunga e complessa indagine conclusa dalla Procura. Se cadessero le accuse per l'ex presidente della Provincia, sarebbe un colpo mortale per l'intera architettura processuale.
La scelta di Balletto e del suo legale appare da un lato coraggiosa e dall'altro comprensibile sul piano tattico: rispetto a un processo fondato su una raccolta monumentale di documenti un esame lungo e ponderato da parte del tribunale in composizione collegiale potrebbe essere più rischioso. Soprattutto per chi è convinto di avere in mano le carte giuste per arrivare a un'assoluzione piena. Carte giocate subito: una è l'intervista di Antonio Ulzega alla Nuova Sardegna, in cui il docente universitario rispose indirettamente ai consiglieri regionali - che chiedevano la sospensione immediata del ripascimento - sostenendo la compatibilità della sabbia di mare con le esigenze di recupero della spiaggia. Con quelle dichiarazioni pubbliche Ulzega respinse l'allarme generale, per lui l'operazione avviata dalla Provincia non era dannosa. L'altra carta è legata al comandante Antonio Camboni: neppure lui - a sentire la difesa - s'avvalse del potere di ordinare lo stop ai lavori. La loro audizione è importante perchè l'accusa rivolta a Balletto è ancorata proprio alla scelta di non interrompere l'intervento quando appariva evidente che il materiale riversato sull'arenile era molto diverso dalla sabbia bianchissima del Poetto. Balletto ha sempre detto: non spettava a me fermare il lavoro della draga, se l'avessi fatto il danno per l'amministrazione sarebbe stato ancora più grave. Per di più il presidente della Provincia aveva in mano pareri autorevoli per respingere le pressioni: Ulzega su tutti, poi anche quello dei consulenti scientifici. Si tratta di capire se tanto basterà a convincere il giudice della sua innocenza.
L'udienza di ieri è durata in tutto un'ora e mezzo. Solita folla di avvocati, con tre new-entry che portano a otto il numero delle parti civili in campo: si è costituita la Provincia, ma solo contro gli imputati esterni all'amministrazione. Parte civile anche il Gruppo di Intervento giuridico con l'avvocato Guendalina Garau e il comune di Quartu con l'avvocato Carlo Augusto Melis. Il gup Cannas ha sciolto la riserva sull'istanza dell'avvocato dello stato Giandomenico Tenaglia, per il quale la Provincia dev'essere chiamata a rispondere come responsabile civile: accolta. Come dire che la Provincia sarà parte offesa, imputata attraverso i suoi ex amministratori politici e dirigenti, poi anche responsabile dei danni arrecati se il processo confermerà le accuse. Un guazzabuglio piuttosto imbarazzante, dal quale il presidente Graziano Milia aveva provato a sottrarre la propria amministrazione per poi cambiare idea all'avvio del processo.
Con Balletto sono imputati di abuso d'ufficio e danneggiamento aggravato l'ex assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone (difeso dall'avvocato Luigi Concas) e lo staff dirigenziale della Provincia composto da Salvatore Pistis e Andrea Gardu (difesi da Andrea Pogliani), il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas (avvocati Salvatore Casula e Antonio Cabriolu). Poi il presidente dell'Ati Mantovani-Sidra-Gavassino Piergiorgio Baita (avvocato Franco Antonelli e Alfredo Biagini), il dipendente della Sidra Daniele Defendi (avvocato Leonardo Filippi) sono tutti accusati di concorso in danneggiamento aggravato. Falso ideologico è il reato contestato alla commissione di monitoraggio nominata dalla Provincia, composta da Andrea Atzeni, Paolo Orrù, Giovanni Serra (difesi da Francesco Marongiu) e Luigi Aschieri (Paolo Pirastu) oltre che ai dirigenti Pistis e Gardu che dovevano vigilare insieme al geologo Antonello Gellon (difeso da Gianni Locci) sul lavoro della draga. L'amministratore della società Sarcobit Marcello Vacca (Concas) insieme a Zirone, Gardu e Mulas è infine accusato di aver stoccato senza autorizzazione 800 metri cubi di rifiuti nell'area del tiro a volo. Il processo va avanti il 17 febbraio, quando - dopo i testi - dovrebbe aprirsi la discussione.